NOTE  BIOGRAFICHE

Julio Paz, pittore e incisore, è nato a Buenos Aires nel 1939.
Visse a Milano dal 1976
e dal 1986 alternò la sua attività
fra Milano, Buenos Aires e Berlino.
Dopo la sua formazione presso la Escuela de Bellas Artes Carlos Morel di Quilmes
 e la Escuela Superior de Bellas Artes Ernesto de la Cárcava,
insegnò disegno e incisione fino al 1976, anno in cui dovette abbandonare l'Argentina
a seguito del colpo di stato (ricordava quel periodo con le lacrime agli occhi).
Pochi mesi prima dell'esilio
 la Art Gallery Internatìonal dì Buenos Aires dedicò una mostra
alla prima parte della serie 'La condición humana',
composta da opere ispirate alla realtà politica e sociale argentina.
Tra il 1978 e il 1984 espose all'Accademia di Brera, a Palazzo Sormani (Milano),
a Santiago de Compostela e a Madrid.
Nel 1982 partecipò alla mostra "Artisti Latinoamerìcani in Europa"
nel Museo di Arte Moderna Ca' Pesaro all'interno della Biennale di Venezia.
Iniziò successivamente la serie di disegni, incisioni e dipinti
su 'La verdadera' entrada triunfal de Vincent en Bemal,
che verrà esposta durante la sua prima mostra antologica di pittura, nel 1985,
nel Collegio Cairoli dell'Università degli studi di Pavia.
La serie continua in 'Dios y noches con Van Gogh',
gruppo di ritratti ispirati al grande pittore olandese,
che il Palazzo Comunale dì Corbetta esporrà nel 1989.
Il 1985 è l'anno di due importanti rìconoscimenti internazionali:
alla Mostra dell'Incisione "The Hanga Annua!" nel Metropolitan Museum di Tokyo
e alla IV Biennale di Lodz in Polonia.
Nel 1986 ritornò in Argentina per esporre una mostra antologica di incisioni,
dipinti e disegni nel Museo Eduardo Sivori di Buenos Aires.
Nei 1987 ottenne un nuovo riconoscimento alla Triennale Internazionale Intergrafik di Berlino.
Gli anni successivi furono contrassegnati da mostre personali a Lubiana,
Berlino, Heidelberg, Amsterdam e Milano e dalla partecipazione ad esposizioni collettive
 a Parigi, Colonia e Alberta. La Zolla/Liebemann Gallery di Chicago
lo invitò nel 1990 ad esporre una serie di ex-voto, costruzioni, incisioni e dipinti;
in maggio, la mostra partecipò alla Internatìonal  Art Exposìtion di Chicago.
Nel 1995 espose alla galleria Èva Poll di Berlino
la serie di dipinti Bemal /Berlin iniziata nel 1989.
Nel 1997 la Adolf and Esther Gottlieb Foundation di New York
gli conferì il premio alla carriera per la sua triennale attività artistica di pittore.
A settembre del 1998 fu invitato a partecipare al XXXVIII Premio Suzzara  per la Pìttura:
il suo invio, un trìttico della serie 'Esotismo', ottenne "ex-aequo" il premio dell'edizione.
Nel 1999 partecipò alla IV Triennale internazionale dell'Incisione di Kochi, in Giappone;
la sua opera, 'Ella aleja mis penas', ricevette il Kochi Museum of Art Prize.
Ad aprile del 2000 il Centro de Arte Moderno di Quilmes
organizzò un'esposizione dedicata ad alcuni dei dipinti della serie 'Sobre calas y erotismo '.
In settembre fu invitato a partecipare al Premio di Pittura "Donato Frisia " a Merate,
dove gli venne conferito "ex aequo " il premio acquisto per l'opera 'Figura en un paisaje'.
In dicembre una sua retrospettiva di costruzioni, dipinti e incisioni
venne esposta alla Galleria Venti Correntì di Milano.
Nel 2002 fu invitato a partecipare al 53° Premio Michetti
 nella mostra "La città e le nuvole - Italia-Argentina",
 un omaggio al pittore Lucio Fontana. Nello stesso anno,
la galleria Groff & C. di Milano espose una sene di trenta ritratti
realizzati fra il 1980 e il 2000. In agosto 2003 tenne un corso dì pittura e disegno
per i detenuti del carcere milanese di San Vittore.
A gennaio del 2004 suoi dipinti recenti, incisioni e costruzioni
 furono in mostra alla Galleria del Barcon di Milano;
in giugno il Museo National del Grabado dì Buenos Aires ospitò una esposizione
 che illustrava la sua attività di incisore dell'ultimo decennio.
Dall'inizio di giugno alla fine di luglio collaborò con l'Accademia di Belle Arti di Macerata
in qualità di docente di tecnica e tecnologia della decorazione
nel master di II livello "Arti visive e disciplina dello spettacolo";
l'incarico prevedeva l'ideazione e la realizzazione delle scenografie e dei costumi
per allestimento delle due opere "La Serva Padrona di Pergolesi"
e "Le Devin du Village" di Rousseau in cartellone a Jesi per  il Festival Spontini-Pergolesi 2004.
  In settembre, la Kunststiftung Poll di Berlino
gli dedicò  la mostra "Kleines Glück in der Oranienburger",
nell'ambito del festival culturale "Berlin-Buenos Aires".

Nel maggio del 2008 espose a Milano (Palazzo Reale)

"La Mano que",

nel febbraio del 2009 presso la Casa delle Culture del Mondo,

sempre a Milano,

inaugurò la mostra "ritratti di artisti-amori di una vita",

che si protrasse fino a maggio dello stesso anno.

Muore il 5 febbraio del 2010 a Milano.

 
COSI' I GIORNALI PARLANO DI LUI
 
CORRIERE DELLA SERA

ADDII

L' avventura di Julio Paz dall' Argentina di Videla ai ritratti del «Corriere»

A 71 anni è morto Julio Paz, il pittore argentino che viveva in Italia dal 1976,
da quando aveva lasciato il suo Paese
dominato dagli squadroni della morte del generale Videla.
Il pubblico italiano lo ha apprezzato nel 2008,
decretando il successo della sua mostra «La mano que» a Palazzo Reale di Milano.
I nostri lettori lo conoscono per gli oltre 200 ritratti di personaggi famosi
 pubblicati dal «CorrierEconomia».
Esponente di una pittura tra espressionismo e tradizione popolare sudamericana,
 aveva esposto a New York, Tokyo e Berlino.
Paz  era persona elegante: nei modi gentili, nell' ironia
 e nell' accento spagnolo che portava come una delle sue sciarpe di seta viola.
L' appartamento di via Belgirate, un tempo dominio del gatto Juanito,
dove gli amici lo raggiungevano per le cene siciliane
preparate dalla compagna Marinella,
 era la sua bottega rinascimentale in periferia: un caos ordinato zeppo di quadri,
ex voto e oggetti vari che poco a poco, come attori disciplinati in attesa della ribalta,
sarebbero entrati nei suoi quadri.
Julio era il contrario dell' artista-imprenditore
che sforna quadri on demand spinto dal mercato.
Accurato in modo maniacale, usava tecniche lente di origine cinquecentesca
come la tempera a uovo.
Pittore geniale, era del tutto incapace di autopromozione.
Di autodifesa.
Un artista e un amico raro che ci mancherà.
 
Edoardo Segantini
 
( 6 febbraio 2010)

Da Draghi a Mundell i suoi grandi ritratti su «CorrierEconomia»

Addio a Julio Paz, pittore della finanza

È scomparso a Milano, venerdì scorso, 5 febbraio, Julio Paz .
Pittore e incisore argentino, 71 anni, fuggito da Buenos Aires nel 1976
per la persecuzione degli squadroni della morte di Jorge Videla
(un periodo della sua vita che non riusciva a ricordare senza piangere),
Julio era un collaboratore storico di CorrierEconomia.
Suoi più di 200 ritratti, da Mario Draghi al Nobel Robert Mundell:
 l' ultimo lavoro, il primo febbraio scorso. Ha esposto a Tokyo e Varsavia, Berlino e New York.
 Nella sua pittura onirica e meticolosa c' erano i temi dell' amore, della madre, della giovinezza.
Elegante senza sfarzi, galante, sempre gentile, riservato
- sul successo della sua mostra La mano que, prorogata nel 2008 per un mese a Palazzo Reale di Milano,
si limitava a sorridere, stringendo gli occhi -,
Julio era un uomo raro e fuori dal tempo, ricco di humour ed entusiasmi.
Sarebbe stato bene negli anni Trenta, con André Breton.
Era l' amico con il quale parlare di arte e d' esistenza, mangiare una pizza, ricordare.
«Hola!», diceva quando entrava sorridendo in redazione.
Non aveva mai imparato bene l' italiano.
Era bravissimo. Ci mancherà.
 
GUIDO CAGNAN

(8 febbraio 2010)