e adesso arrivano i tedeschi
dalle labbra scheggiate
con denti posticci di acero
connettono il loro suonotono
pulsano la loro cultura digitale
e ci diktan:
 
se parli bene
e ti muovi come un pesce
nell’acqua  nell’acqua nell’acqua
la vita sarà tutta tua

ci diktan:

das ist das Kechste
das andere est eine Kleinigkeit (1)
nell’acqua

suonotoni digitali posticci di acero

capisci bene?
Nell’acqua nell’acqua nell’acqua
tutto ciò di cui parlerai sarà tuo
se ti muovi come la vita
 
no non ci vedono né vivono
come estranei
anzi
sembriamo prodigiosi
per quest’occhi innocenti
pieni di luci selvaggi (2)
siamo simpatici
offesi
in questo allungar le mani a tentoni
in cerca di un altro desaparecido
 
agitano bandiere di solidarietà
si soffiano il muco con quelle
è certo!
Già sputacchiano muco bianco
perforano pestando i piedi ciò che chiamano
l’anchilosata teoria del dolore
diktan:
 
non abbiamo nulla distinguibile
nulla ci fa strettamente differenti
solo che voi dovreste
nell’acqua nell’acqua nell’acqua
muovervi come la vita
e parlate bene del pesce
 
la povera balena incagliata
là nel sud
per esempio
 
diktan
gli scheggiati tedeschi
dal suonotono come denti digitali:
 
lei è tutta tua!
Il suo triste sorriso morto
abbattuta nell’andare e nel venire
dai colpi delle onde dei tuoi mari
è tutta carne tua!
Tutto questo pellame australe
tutto questo olio per le lampade è tuo
tutte le piccole balene  sono tue
lì sulle tue coste stanche
dove soffia il vento affamato
delle tue parole ben dette
sulla vita bagnata come un pesce
quello sì nell’acqua nell’acqua
nell’acqua
 
Come sono morti
e hanno viaggiato molto
e continuano a farlo
e si spalmano di melma nel ripetere
il conosciuto fracasso
firmano patti segreti
in fluide frontiere
dove decretano seri
la sparizione
di ogni lotta
di classe
diktan:
ormai non c’è più da combattere!
Den Krieg fhehre Ich (3)
solo tu dovrai parlar bene
della vita tutta tua
che si muove
come
pesce
nelle tue parole
tutto il vuoto è tuo
tutto quel buco nero
tutta quella gente sorda
e la balena dagli occhi cristallini
con il suo beato sorriso fluttuante
che va e viene
a suon di colpi
di quelle onde che ti aspettano
attraccate
là nel
sud

(1) Letteralmente significa: Questo è l’importante/ il resto è dabbenaggine

(2) In italiano nel testo

(3) Letteralmente significa: la guerra sono io. Balena: mammifero monogamo. Chiamata anche “cetus”, mostro marino col quale Perseo liberò  Andromeda. In cosmologia, costellazione dell’emisfero sud. Vedere Giona nei testi biblici. Vedere Moby Dick, romanzo dello statunitense H. Melville, come utopia. Vedere “Pinocchio”, creazione di Collodi, come un’avventura.

(4) E’ un vocabolo tedesco che significa “torre dei pazzi”, tratto da “L’interpretazione dei sogni” di S.Freud. Quando il filosofo tratta della raffigurabilità - per i meccanismi di contiguità, spostamento e condensazione-, conclude che al posto di due elementi passa il contenuto manifestato nel sogno, l’unico che sarebbe intermediario comune tra loro. Ciò che potrebbe chiamarsi una permuta dell’espressione verbale. Il sogno che lì si cita è questo: una giovane donna si trova all’Opera. E’ una rappresentazione wagneriana, che è durata sino alle sette e tre quarti del mattino. In tutta la platea vi sono dei tavoli dove si mangia e si beve. Suo cugino, che è appena tornato dal viaggio di nozze, siede a uno di questi tavoli con la giovane sposa; accanto a loro c’è un aristocratico. Di lui si dice che la giovane signora se l’è portato con sé  dal viaggio di nozze, molto apertamente, pressappoco come dal viaggio di nozze si porta a casa un cappello. Nel centro della platea si trova un’alta torre, che ha in cima una piattaforma, circondata da una ringhiera di ferro. Lassù in alto sta il direttore d’orchestra, che ha i tratti di Hans Richter; egli si aggira  ininterrottamente dietro la sua ringhiera, suda copiosamente e dirige da lassù l’orchestra, disposta intorno alla base della torre. Lei stessa è seduta con un’amica in un palco. La sorella minore vuol porgerle dalla platea un gran pezzo di carbone, con la motivazione che lei non sapeva che sarebbe durato così a lungo e sarà ora tutta gelata. L’uomo esasperato e nella furia assalito dal terrore suggerisce l’immagine di un animale ingabbiato. Narrenturm sarebbe un ossimoro retorico: unione sintattica intima di due concetti contradditori in una unità, che rimane caricata di una forte tensione (H. Lausberg, 1984). In questo caso il più alto ( l’espressione artistica) e il più basso (il carcere e l’ospizio): la visione e la pazzia. Si tratta di una antitesi che ricorre frequentemente in mistici e asceti: la musica del silenzio, la solitudine musicale di san Juan de La Cruz, per esempio. Attualmente Narrenturm (la torre dei pazzi) antico manicomio di cui allude Freud nell’analisi del sogno, è il museo anatomopatologico dell’Ospedale Centrale di Vienna, ubicato in Hallerstrasse, 9.